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Viene eletta consigliere provinciale per il PCI nel 1964-1970.
Nel 1967 si trasferisce a Budapest dove lavora a Radio Budapest in lingua italiana, a metà del 1967 rientra e riprende la collaborazione con l’«Unità» come corrispondente da Vicenza. Segue le lotte degli operai tessili di Valdagno, che documenta nel volume Avanguardia di classe e politica delle alleanze (Editori Riuniti, Roma, 1969), e dei ceramisti di Bassano, che racconta nel volume Siamo tutti una famiglia (Odeonlibri, Vicenza, 1982).
Nel 1971 si trasferisce alla redazione de l’«Unità» di Milano e da qui, nel 1974, a Venezia dove dirige le pagine regionali del Veneto fino al gennaio 1982.
Nel 1983, dopo essere andata per anni alla ricerca di un editore interessato, pubblica per le edizioni La Pietra di Milano Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. Il caso del Vajont, in seguito ristampato da Il Cardo di Venezia nel 1993, con il titolo Vajont 1963. Con l’attuale edizione (Cierre Edizioni, Verona, 1997), il volume riprende il titolo originario. Nel febbraio 2000, lo stampa anche ELLE U’ Multimedia Roma e viene distribuito con la videocassetta “Vajont 9 ottobre ‘63. Orazione civile” di Marco Paolini. Nel 2003, ad Abbateggio (Pescara), il Premio nazionale di letteratura naturalistica ”Parco Majella” le conferisce il premio per la Sezione “Narrativa edita” e il premio “Speciale della giuria” per l’ “Anno internazionale dell’acqua” e nel 2005 per l'impegno giornalistico sulla salvaguardia del territorio le riconosce il premio per il libro "La rabbia e la speranza".
Collabora a varie riviste: «Noi donne», «Vie nuove», «Rinascita», «Patria indipendente», «Vie nuove dell’agricoltura», «Veneto emigrazione» e «L’uomo e l’ambiente». Delle ultime due, è stata anche la direttrice.
Socia fondatrice nel 1965 e per lungo tempo membro del Direttivo dell’Istituto storico bellunese della Resistenza, ora anche dell’Età contemporanea (Isbrec), collabora alla sua rivista «Protagonisti» con saggi e interventi sulla storia della Resistenza e la partecipazione delle donne, e sulla società locale tra guerra e dopoguerra. Sempre per l’Istituto, partecipa a vari convegni con contributi quali: Sulle motivazioni della rivolta popolare bellunese all’occupazione tedesca, assieme ad Aldo Sirena, in Tedeschi, partigiani e popolazione nell’Alpenvorland (Marsilio, Venezia, 1984); “Le cooperativeautotrasporti partigiane nello scontro politico-sociale del dopoguerra”, in Montagne e Veneti nel secondo dopoguerra (Bertani, Verona, 1988); La guerriglia delle donne: status, coscienza, contraddizioni, in Aspetti militari della resistenza bellunese e veneta. Tra ricerca e testimonianza (Belluno, 1991); Come si demolirono gli ideali della Resistenza. Proposte di ricerca, in Storia contemporanea del Bellunese. Guida alle ricerche (Pilotto, Feltre, 1985); Aspetti ed episodi del contributo delle donne alla resistenza bellunese, in Le Donne nella Resistenza Bellunese, Belluno (25 aprile 1992).
Muore il 22 dicembre 1991 dopo un anno di malattia. Nel novembre 1992 viene costituita l’Associazione culturale a lei intitolata. Con l’aiuto di Mario Rigoni Stern, esce postumo il volume autobiografico La casa sulla Marteniga (Il Poligrafo, Padova, 1993), che nello stesso anno riceve dal Premio letterario Villafranca Padovana il premio speciale “dai Grandi”; l’attuale edizione è stata pubblicata nel 2001 (Cierre Edizioni, Verona), che nel 2002 ha ristampato Menica con il nuovo titolo Menica e le altre e nel 2004 ha pubblicato una raccolta di articoli La rabbia e la speranza.